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Tecniche di realizzazione di un boschetto di olmi (autoctoni)

Posa su lastra di pietra, progetto realizzato da Gianluigi Enny presso il Bonsai Club di Melegnano (MI)
  • Gian Luigi Enny
Bonsai and suiseki market

Scheda Tecnica

L' Olmo campestre è longevo, possiede una notevole attività pollonifera ed il fogliame, fornito di picciolo con stipole caduche, nei mesi autunnali assume una tonalità giallo-ruggine molto decorativa. La sua elevata resistenza ai fattori climatici ne ha permesso una elevata diffusione, infatti la forte resistenza vegetativa delle gemme gli conferisce una notevole tolleranza alle gelate tardive. Specie di interesse paesaggistico (boschi e siepi), l' Olmo campestre è pure apprezzato come pianta ornamentale e nella costituzione di alberature stradali in quanto sopporta bene sia la potatura che l'inquinamento.

Ulmus Minor

Famiglia: Ulmacee

Foglie
Decidue, semplici, inserzione alterna, lamina ovale, base asimmetrica, apice appuntito
Fiori
Ermafroditi, sessili, riuniti a gruppi, fioritura a fine inverno prima della fogliazione
Frutti/Semi
Samare riunite in gruppi, maturano a luglio-agosto
Portamento/Altezza
In condizioni ideali può raggiungere i 20 mt. di altezza
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Il progetto

Nel corso della dimostrazione le piantine verrano svasate, separate in diversi gruppi e posizionate su una lastra di roccia (beola). Il materiale di partenza, è costituito da circa una quarantina di olmi, coltivati per tre anni in vaso con solo potature grossolane e concimazione regolari nella stagione vegetativa.

La Beola

La beola è stata trovata durante un'escursione e preparata in precedenza. La preparazione consiste nella realizzazione dei fori di scolo e nel fissaggio di una rete metallica a maglie larghe necessaria per poter ancorare tutte le piantine oggetto della lavorazione.

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Gli attrezzi posti nella valigetta in attesa di essere utilizzati.

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Si incomincia a districare con un seghetto il pane radicale degli olmi che, oramai come si vede chiaramente, dopo tre anni di coltura hanno riempito per intero lo spazio del vaso che li ospitava.
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Ed ecco le radici, finalmente districate dallo spazio che oramai era diventato troppo stretto, pronte per essere accorciate alla giusta misure e quindi ospitate sulla beola.
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Anche il lato tecnico è importante!. Si spiega ai soci il procedimento corretto per posizionate le piante sulla lastra di pietra.
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La spiegazione continua, affrontando alcuni esempi e discutendo con i soci del club come posizionare le piantine nelle posizioni più corrette.
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Il cordolo che conterrà le piante con la terra inizia ad essere applicato, questo cordolo è una miscela di terriccio da me ampiamente sperimentato e chiamato “musc-argi-te” dall’abbreviazione di muschio, argilla e terra con percentuale dei tre elementi in parti uguali. Ha caratteristiche simili al keto, ma il costo è molto inferiore.
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Le prime piante cominciano ad essere ancorate con il filo metallico alla lastra di pietra.
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Le radici delle piante dopo essere state ancorate saldamente alla beola vengono ricoperte con la miscela di terra preparata anticipatamente.
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Alcuni momenti della lavorazione
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Il progetto

Il boschetto su beola è stato terminato, sono state usate circa una trentina di olmi, d'ora in avanti dovrà essere curato e trattato come i normali bonsai di questa essenza.

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